Amici della Fondazione

Torino Storia è una rivista mensile nata nel 2015 dalla scommessa di Alberto Riccadonna e Andrea Ciattaglia con i torinesi: raccogliere almeno mille manifestazioni di interesse all’abbonamento a una rivista sulla storia di Torino.

La scommessa è stata abbondantemente vinta, dal momento che Torino Storia è oggi il mensile a carattere locale più venduto in Italia. Torino Storia racconta la città, i suoi luoghi, le sue immagini, i suoi protagonisti con rigore storico ma in modo divulgativo e accattivante in 100 pagine a colori, attraverso 10 uscite all’anno distribuite in più di mille edicole o in abbonamento.

Con gli itinerari, i libri e le mappe, l’offerta dei prodotti a marchio Torino Storia si arricchisce sulle pagine del sito web dedicato.

L’11 giugno del 1969 un gruppo di amici (Gaudenzio Bono, Giuseppe Fulcheri, Dino Gribaudi, Gianrenzo P. Clivio, Amedeo Clivio, Camillo Brero, Alfredo Nicola, Armando Mottura, Giacomo Calleri, Censin Pich, Tavo Burat), riuniti da Renzo Gandolfo, davano vita al Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis: istituzione pluridisciplinare dedicata allo studio della vita e della cultura piemontese in ogni loro manifestazione. Il Centro Studi Piemontesi è alla costante ricerca di equilibrio tra territorio, tradizione, radici e sguardo internazionale. “Rinnovare conservando” è il principio ispiratore che ha governato e governa l’istituzione.

Accanto alle attività di ricerca e di studio, sono via via state intensificate le iniziative di “socializzazione” dei saperi, con presenze su tutto il territorio regionale nell’ottica dell’apertura, della condivisione e della conoscenza come unici fattori di conservazione e di tutela del patrimonio materiale e immateriale di una comunità. L’attività istituzionale si è subito caratterizzata per l’impegno scientifico volto a promuovere lo studio della vita e della cultura piemontese in ogni loro manifestazione, nella convinzione che un’identità affonda le sue radici più vere e profonde nel proprio patrimonio storico e culturale.

Studi Piemontesi (‘la bella e invidiata rivista’ come la definì Norberto Bobbio) è il punto più visibile della quotidiana attività del Centro Studi Piemontesi, una attività, intensa, a largo raggio, sia editoriale sia di promozione del libro e della cultura, attraverso le conferenze, i convegni, le manifestazioni, i video, la presenza sui social: frutto di una gran messe di lavoro, svolto con passione e dedizione, con senso di collaborazione e condivisione.

Lo stagno di Goethe ETS è un’associazione culturale e una compagnia teatrale che si caratterizza come luogo di scambio e incontro fra persone diverse per percorsi, cultura, esperienze e autonomie.

Nata nel 2007 (come Compagnia Marco Gobetti), nel secondo decennio del secolo ha sviluppato un’opera tesa a trovare nuove modalità per il racconto orale della storia e delle scienze, che ha dato vita a progetti quali “Lezioni recitate”, “Raccontare la Repubblica”, oltre a “Riprendo la storia”, nell’ambito del quale sono nati gli spettacoli “Gaddus alla Guerra Grande – monologo per un attore e un mimo” (tratto da “Diario di guerra e di prigionia” di C.E. Gadda) e “José Domingo Molas: dalla guerra del Chaco alla Resistenza in Piemonte”.

Drammaturgo, attore e regista attivo dagli anni ‘90, Marco Gobetti coniuga da sempre l’attività di prosa nei teatri a quella su strada. A partire dal 2000 inventa il Teatro Stabile di Strada e fonda la compagnia Lo stagno di Goethe, con cui dal 2021 realizza ad Albugnano il QUADILA Festival. Nel 2016 e nel 2017 è diretto da Leo Muscato in “Come vi piace” di W. Shakespeare e “Il nome della rosa” da Umberto Eco, produzioni del Teatro Stabile di Torino. Nel 2019 debutta a Grenoble con “130 repliche de Il nome della rosa – Teatro di riciclo®”.

L’Ora del Pellice è un giornale di carta che si inserisce nel filone dello slow journalism, il giornalismo lento. Questo “giornalibro” è il primo contributo alla comunità della Val Pellice e del Pinerolese nato con lo scopo di costruire una rete locale per riscoprire e valorizzare, attraverso l’informazione di qualità, le potenzialità del territorio.

Esce quattro volte l’anno, nel mese in cui cambia la stagione: marzo, giugno, settembre e dicembre. Ogni numero ha un fil rouge, un argomento principale che si sviluppa nella prima metà del giornalibro e che è affrontato da diversi punti di vista, nel modo più completo possibile. Sulle pagine de L’Ora del Pellice si trovano storie, interviste e reportage di un microterritorio dinamico e ricco di eventi del passato e del presente.

L’Associazione Hari (Associazione di promozione sociale dal gennaio 2023) nasce per essere l’editore de L’Ora del Pellice. Si tratta di una realtà aperta, di confronto costante con i Soci e Socie, in cui gli utili vengono reinvestiti nel progetto. L’associazione è a disposizione di Comuni, pubbliche amministrazioni, privati, aziende e altre associazioni, ovvero tutti i soggetti che siano interessati a migliorare la propria comunicazione (online, offline, sui social o attraverso pubblicazioni ad hoc) e promuovere il territorio che vivono.