Enrico Eandi

Enrico Eandi nasce a Savigliano, in provincia di Cuneo, nel 1941; dopo gli studi in Economia intraprende la carriera di dottore commercialista. Nel 1976, quando si affacciano anche in Italia i primi personal computer, intuendo l'accelerazione tecnologica in arrivo, fonda Sistemi: un'azienda che sotto la sua guida diventa una delle principali aziende italiane di software per il mercato professionale e aziendale, e che oggi è una realtà da oltre 130 milioni di fatturato.

A corollario del regolamento aziendale di Sistemi si trova, ancora oggi, una sua frase: "Il lavoro non è mai un divertimento, talvolta è anche una fatica: può essere fonte di profonda soddisfazione e di crescita personale, quando è fatto bene e con professionalità". Il lavoro come strumento di realizzazione del proprio essere, l'impegno come approccio alla vita.

Imprenditore atipico e visionario, Enrico Eandi si è distinto anche per i suoi studi sul patrimonio linguistico piemontese. "Il piemontese", scrisse, "è una lingua, con una sua precisa identità che la distingue dalle altre lingue che hanno nel latino la comune origine; il piemontese non è un dialetto, come amano pensare alcuni, anche tra quelli che abitualmente lo parlano. (...) Il piemontese ha tutte le caratteristiche di una lingua, completa nelle sue strutture grammaticali e sintattiche."

Lingua parlata da tanti, il piemontese è sempre stato, in realtà, assai poco scritto. Codificate, grazie alla collaborazione con il linguista Bruno Villata, le regole grammaticali e ortografiche della lingua, Enrico Eandi realizzò sulla base di esse il primo correttore ortografico piemontese integrato con Microsoft Word. Fu il primo dei numerosi progetti digitali e culturali insieme, entrambi cifre della sua attività, a cui dapprima con l'associazione culturale La Losna, e poi con la Fondazione Savej, diede vita.

Nel 2016, con la sua scomparsa, la Fondazione ha mutato denominazione in Fondazione Enrico Eandi.